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danielegenova

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  • 2 settimane dopo...

A proposito di Eric Clapton non si può non sentire questo pezzo fatto insieme a Joe Bonamassa alla Royal Albert Hall.

 E' una simpatica gara fra questi due mostri della chitarra. Devo dire che, pur con tutto il rispetto per la tecnica di Bonamassa, Clapton ha quel quid in più, quella capacità di entrare sempre nel momento più opportuno, quella delicatezza pur in un suono deciso che lo rende unico.

 

 

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E già che ci siamo, qui è insieme a JJ Cale, altro mostro sacro del rock/blues considerato uno degli autori più influenti di quel mondo. Siamo nel 2004 a Dallas dove fra i 4 e i 6 giugno si tenne il tradizionale appuntamento organizzato da Clapton CrossRoad Festival. On stage oltre a Clapton e Cale, la chitarrista che si vede all'inizio è  Christine Lakeland moglie di JJ Cale.

 

 

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Crazy Mama, uno dei pezzi più conosciuti di JJ Cale. Struggente, poche parole e musica basica, ma con un carattere distintivo che ha sempre caratterizzato Cale. Per chi ama la moto da ascoltare in viaggio con i km che scorrono sotto le ruote...

 

 

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Signori, qui siamo di fronte a delle leggende. Gente che a 60 anni continua a cantare/suonare imperterrita sotto un diluvio universale. Qui non è questione solo di soldi, qui è passione paura.

Respect!!

 

 

Modificato da Divodark

In use: iMac 24" M3 // iPhone 12 Pro Max // AppleWatch Series 7 45mm // AirPods 2 // AirTag // HomePod

 

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Propongo l’ascolto di una serie di pezzi di “Playing for change”. Per chi non lo conoscesse non è un gruppo ma una iniziativa che da diversi anni mette insieme artisti di strada e celebrità. Un inno alla musica che come sempre si rivela l’unica espressione che mette insieme gli uomini di tutto il mondo senza distinzioni di alcunché. Ogni artista registra la sua parte “ a casa” che poi viene abilmente mixata.

Per chi ama la musica vera è un dovere ascoltare. Genuinità, talento, espressività, coinvolgimento. Lo trovo un prodotto eccezionale ed originale.

Tutto nacque da questo primo video di un bravissimo cantante di strada Roger Ridley insiemea Grandpa Elliott.

Suggerisco di ascoltare in religioso silenzio e in cuffie l’ultimo pezzo “Teach Your children” fatto dal vivo dal gruppo di Playing for Change con l’ottima chitarra solista dell’italiano Roberto Luti e la strepitosa cantante israeliana Tula

 

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  • 3 settimane dopo...

Games People Play è un pezzo di Joe South scritto nel 1968 e vincitore di un Grammy nel 1970. Una canzone ai tempi giudicata “di protesta” almeno nelle prime due strofe anche se poi prende una piega più intimista. rivolta ai rapporti interpersonali.

Comunque strepitosa quel 

“… Mentre passano le ore

Nelle loro torri d'avorio

Finché non saranno coperti di fiori

Nel retro di una limousine nera…”

Vi propongo due esecuzioni: una personalissima di Ike e Tina Turner in un concerto a Stoccolma del 1973, sempre personalissima, aggressiva,  l’altra recente, più soft, di Arlen Roth, chiamato “Il maestro della Telecaster” Molto diverse, le trovo entrambe molto intriganti e sottolineano la caratteristiche intepretative del singolo artista.

 

 

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A proposito di canzoni “di protesta”. Già nel 1965 c’era Barry Mc Guire con la sua Eve od Distruction, un successo mondiale il titolo già dice tutto. E anche l’intro 

 

“The Eastern world, it is explodin'

Violence flarin', bullets loadin'

You're old enough to kill but not for votin'

You don't believe in war, but what's that gun you're totin'?

And even the Jordan river has bodies floatin’…

 

Più chiaro di così. E parliamo di sessant’anni fa…

 

 

Modificato da bros720
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Facciamo un salto agli anni ’80: Kris Kristofferson, figlio di un militare USA di stanza in Germania e poi lui stesso per un breve periodo militare. Poi cantante ed attore affermatissimo.

Qui nella efficacissima “Don’t let the bastard get you down”… 

They're killing babies in the name of Freedom

We've been down that sorry road before

They let us hang around a little longer than they should have

And it's too late to fool us anymore…

…And I've just got to wonder what my Daddy would've done

If he'd seen the way they turned his dream around…

 

 

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Third War Warrior, anche questo titolo dice tutto. Nel caso si riferiva alla guerra in El Salvador

 

You can't defeat him - he's fighting for Freedom

That's all he wanted - that's all he needs

You'll never beat him with weapons and money

There ain't no chain as strong as the will to be free…

 

 

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Qui arriviamo a una quindicina di anni fa quando il gruppo Crosby Still Nash e Young fece accuse pesantissime a Bush e ne chiese l’impeachment. Al loro primo concerto dove presentarono il pezzo si scatenò il putiferio fra il pubblico, diviso fra favorevoli e contrari. Bel coraggio ad attaccare direttamente un presidente e in quel modo… Come sempre grandissimi.

Ecco un breveil video della serata…

Let's impeach the President for lying

 And misleading our country into war

 Abusing all the power that we gave him

 And shipping all our money out the door…

 

 

 

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Parlavo di Neil Young ed allora perché non ascoltare un pezzo simbolo della libertà e del mito particolarmente affine ad ogni motociclista viaggiatore. Chi non ha mai sognato di incontare in viaggio in terre lontane…

 Somewhere on a desert highway, she rides a Harley-Davidson

Her long blonde hair flying in the wind

She's been running half her life, the chrome and steel she rides

Colliding with the very air she breathes”

In realtà questa “sconosciuta leggenda” era una 

“She used to work in a diner, never saw a woman look finer

I used to order just to watch her float across the floor…”

 

Uno di quei pezzi da sentire in viaggio…

 

Prima c’è l’originale di NY, segue quella efficacissima del bluesman Tab Benoit insieme per l’occasione all’ottimo Jimmy Tackery.

L’ultima è una chicca di un gruppo minore, molto giovane, i Mandolin Orange. Eccellente versione dolce, lei bella voce e forza interpretativa.

 

 

 

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Tab Benoit, della Louisiana... l'ho scoperto casualmente una sera che ero per lavoro a South Lake City. Era un locale blues, entrai così, per curiosità. Beh, veramente forte, bravo, molto bravo. Gran trascinatore, di quei musicisti che sul palco danno l’anima, che si fanno apprezzare e coinvolgono. Qui è in uno dei pezzi più conosciuti “Crawfishing”.

Incredibile il bassista...

 

 

 

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  • 2 settimane dopo...

Dopo 11 anni ho rivisto Fogerty a Lucca, da dove mancava dal 2009. Oggi ha 79 anni, onestamente mi aspettavo che il tempo avesse fatto sentire il suo effetto e invece… sorpresa!, E’ apparso in grande forma, davvero incredibile per l’età. La voce ha perso qualcosa, ma , salvo qualche pezzo, le tonalità sono quelle di una volta, il che ha dell’impensabile. Ci ha dato dentro per un’ora e mezzo, con un caldo asfissiante. Grande show, grandissimo lui. C’è stato qualche problema con l’audio, i livelli, probabilmente dovuto al service  non perfettamente affiatato. D’altra parte pochissimo tempo per provare (veniva da Berlino) e con solo quattro date in EU, diciamo che ci si deve accontentare di quel che si trova. Conoscendo la sua pignoleria maniacale per il sound che lo porta, cone diceva il suo batterista Kenny Aronoff, a fare due concerti al giorno, viste le prove incessanti… immagino abbia avuto più di una incazzatura…

A proposito del batterista, Aronoff non c’era per precedenti impegni e il sostituto, sicuramente ottimo, è andato molto bene ma non è stato in grado ci creare quel sound particolare di cui Aronoff è una maestro. Per me usava troppo i piatti, semplifico, ma questo è solo un mio parere. Per il resto da sottolineare l’impiego  di un brillante sassofonista che ha creato un nota nuova, aggressiva e ficcante in alcuni pezzi classici. Che dire, serata eccellente di rock con tutte le sfumature southern  ed altro tipiche di Fogerty. Poi, ripeto, incredibile vedere uno che a 79 anni ancora gli da dentro come un ossesso. Per far questo occorre solo una grande passione. I soldi non gli mancano, e ora che gli è stata finalmente riconosciuta dal tribunale la totale proprietà dei suoi pezzi dopo 50 anni di controversie, potrebbe ritirarsi godendosi i diritti d’autore che si dice ne facciano ora uno dei musicisti più ricchi di sempre. Venti pezzi in scaletta, ma ce ne sarebbero stati ancora almeno una decina per star stretti che meritavano: Long as i can see the light - Lodi - Midnight special - Travelling band - I heard to the grapevine - Run through the jungle - Ramble tamble - molina - Coming down the road - it’s just a thought - Sweet Hitch-Hiker , solo per citare alcuni del periodo dei CCR.

Per chi ha volgia di sentirlo , qui c’è tutto il concerto registrato col telefonino da un coraggiosissimo spettatore a cui il braccio si sarà sicuramente paralizzato...

 

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